
Nel cuore più autentico della Toscana meridionale si dispiega la Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma, un percorso dell’anima prima ancora che geografico. Situata a nord-est della Provincia di Grosseto, essa incarna l’essenza più profonda della Maremma: un territorio vasto e generoso che abbraccia tredici comuni, estendendosi dal mare alle dolci colline, fino alle pendici solenni del Monte Amiata.
È una delle Strade del Vino più grandi d’Italia, ma soprattutto una delle più ricche di opportunità e suggestioni. Qui la storia si intreccia con le tradizioni contadine, la cultura con la fatica della terra, e ogni sapore racconta una memoria antica. È un lembo di Toscana dove la genuinità non è un’etichetta, ma un modo di vivere.
Un patrimonio enologico di eccellenza
Il fiore all’occhiello di questo territorio sono i suoi sei vini DOC, autentiche espressioni di identità e carattere: dal celebre Morellino di Scansano DOCG al Bianco di Pitigliano DOC, dal Parrina DOC al Sovana DOC, fino all’Ansonica Costa dell’Argentario DOC e al Capalbio DOC.
Accanto al vino, brilla l’olio extravergine d’oliva, intenso e fragrante, che unito a una gastronomia schietta e saporita crea un connubio perfetto: pane caldo, olio nuovo e un calice di rosso raccontano più di mille parole la verità di questa terra.
Monteregio di Massa Marittima DOC
Tra Punta Ala e Follonica nasce il Monteregio di Massa Marittima DOC, vino profondamente radicato nel suo paesaggio d’origine. Le sue varianti — Rosso, Rosato, Novello, Bianco, Vermentino, Vin Santo, Vin Santo Riserva e Vin Santo Occhio di Pernice — testimoniano una versatilità straordinaria.
Il Rosso, il Rosato e il Novello sono ottenuti prevalentemente da uve Sangiovese (minimo 80%), che donano struttura, carattere e profondità. Il Bianco si esprime attraverso il Trebbiano Toscano, mentre Malvasia e Trebbiano si fondono nel prezioso Vin Santo, in un equilibrio che sa di tradizione e paziente attesa.
È un vino che dialoga con la tavola: accompagna formaggi stagionati, a pasta molle o erborinati nelle versioni bianche; esalta sughi robusti, carni e salumi nelle varianti rosse; e chiude il pasto con dolce armonia accanto a torte e pasticcini, quando si veste dei riflessi ambrati del Vin Santo.
Morellino di Scansano DOCG
Nato tra i fiumi Ombrone e Albegna, il Morellino di Scansano è oggi protagonista anche sulla scena internazionale. Dal 2007 fregiato della DOCG, si distingue nelle versioni d’annata e riserva.
Il Morellino d’annata si presenta con un rosso rubino luminoso, dal gusto intenso e armonioso, robusto ma mai eccessivo. Affinato in acciaio o cemento, è il compagno ideale dei piatti tipici maremmani: sughi di salsiccia, cinghiale, carni saporite.
La versione riserva, più profonda e complessa, vira verso il granato con riflessi violacei. Al naso sprigiona sentori di spezie e vaniglia, mentre al palato si fa avvolgente e deciso. Si abbina con eleganza a formaggi stagionati, carni rosse e salumi toscani, celebrando la potenza raffinata di questa terra.
Ansonica Costa dell’Argentario DOC
Proveniente dall’Isola del Giglio, l’Ansonica Costa dell’Argentario DOC è un vino che profuma di mare e macchia mediterranea. Fresco, leggermente muschiato, racconta il vento salmastro e la luce intensa della costa.
Servito ben freddo, accompagna vellutate di verdura, consommé delicati e carni bianche, ma trova la sua espressione più naturale accanto al pescato del giorno, in un dialogo armonico tra terra e mare.
Bianco di Pitigliano DOC
Fresco e vellutato, il Bianco di Pitigliano DOC nasce dall’incontro di Trebbiano Toscano, Verdello, Chardonnay, Pinot Bianco e Riesling Italico. Al naso si apre con un bouquet floreale delicato, mai invadente; al palato è morbido, equilibrato, accogliente. È il vino della convivialità luminosa, perfetto con piatti a base di pesce, molluschi e crostacei, capace di esaltare la leggerezza senza sovrastarla.
Percorrere la Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma significa intraprendere un viaggio sensoriale e culturale, dove ogni calice è una narrazione e ogni sapore un frammento di identità. È un invito a rallentare, ad ascoltare la voce della terra e a lasciarsi guidare dalla sua autenticità, riscoprendo nel gusto la memoria viva di un territorio straordinario.

