TOSCANA, 3.000 anni di storia

Dante

La storia della Toscana comprende un lunghissimo periodo di tempo. Le prime tracce della presenza umana nel territorio risalgono al Paleolitico, dal II° millennio A.C. all’età del bronzo e quella del ferro, epoca in che circolava nella zona il cacciatore Homo di Neanderthal. Verso l’VIII° secolo a.C. appiano le prime testimonianze di un popolo misterioso e straordinario, di origine ancora incerta, che si espanse in tutto il territorio toscano – gli Etruschi.

Gli Etruschi

Il nome Toscana deriva del termine usato dai Greci e e dai Romani per indicare la regione abitata dagli Etruschi, denominata “Etruria” successivamente trasformata in “Tuscia” e poi “Toscana“. Gli etruschi, popolo stabiliti in Toscana intorno al IX° secolo avanti Cristo fino al I° secolo a.C., praticamente hanno occupato quasi tutto il territorio toscano, lasciandoci numerosi monumenti e tracce di una civiltà ricca e fiorente, quali si possono oggi ammirare in diverse zone.

Etruschi

Attorno al VI secolo a.C la civiltà etrusca raggiunge il culmine del loro sviluppo. Gli Etruschi costruirono strade che rimangono fino ad oggi come le Vie Cave di Sorano, hanno bonificato paludi, hanno sviluppato l’artigianato ceramica e l’estrazione e la lavorazione del ferro e hanno edificato grande città, chiamate dodecapoli, quali Arezzo, Chiusi, Volterra, Populonia, Cortona, Vetulonia, Roselle, Sovana, Pitigliano, Fiesole ed altri. Sembra che fu propriamente Arezzo a dar via alla espansione etrusca nel territorio. Infatti, l’attuale città di Arezzo, ha più di 2.400 anni di esistenza.

Oltre gli Etruschi, la Toscana fu anche abitata nel Nord della regione, da tribù Liguri-Apuani, ma che non hanno sviluppato una civiltà così complessa come l’Etrusca. Da loro abbiamo le intriganti statue-stelle, oggi custodite nei musei della Lunigiana.

Nel III° secolo a.C. gli Etruschi furono sconfitti dalla potenza militare dei Romani che hanno fondato nel territorio toscano nuove città come Florentia e Cose. La Tuscia conosciuta come l’attuale regione Toscana, crebbe e prosperò durante tutti secoli dell’impero romano. Florentia oppure Firenze come la chiamano oggi, edificata intorno all’anno 59 a.C., divenne in breve tempo, un’importante centro di comunicazione e commercio.

Dopo la caduta dell’impero romano, la Toscana subì dominazioni di ostrogoti e bizantini, prima di divenire oggetto di conquista da parte dei Longobardi nel VI d.C. I longobardi trasformarono il territorio toscano in ducato – il ducato di Tuscia con capitale Lucca. Sede non casuale, perché la città si trovava sul tracciato di un’importante arteria di comunicazione con l’oltralpe.

Periodo dell’incastellamento in Toscana

Rocca Silvana

Proprio in questo periodo iniziò a svilupparsi in tutto il territorio il fenomeno dell’incastellamento legato alle esigenze difensive e di controllo territoriale. Parallelamente, con la espansione del cristianesimo furono edificate pievi, chiesi e monasteri dappertutto. Già in pieno medioevo, svillupasi un nuovo concetto abitativo – i borghi, ossia, centri urbarni murati con piazza, castello con funzioni difensive, chiesa e pozzo . Dall’epoca rimangono in buon stato di conservazione i borghi di Monteriggioni, Volterra, Radicofani, Lucignano, Vicopisano ed altri.

Nell’XI° secolo Pisa divenne la città più potente e importante della Toscana, nota come Repubblica Marinara di Pisa. L’estensione dei suoi domini raggiungeva quasi tutta la costa tirrenica, le isole dell’Arcipelago Toscano, la Sardegna e la Corsica. A Sud del territtorio toscano, la famiglia Aldobrandeschi controllava le zone dove oggi sono Livorno, Grosseto e Siena.

Attorno al XII° secolo inizia il periodo dei “Liberi Comuni”. Il primo libero comune dell’Italia è stata Lucca. In quest’epoca nascono le prime forme di democrazia partecipativa e le associazioni di arti e mestieri, che fecero della Toscana un irripetibile esempio di autonomia culturale, sociale ed economica. In molti comuni toscani vennero realizzate grandiose piazze con cattedrali, basiliche, imponenti palazzi pubblici e vie con pregevoli edifici privati.

La prima città a godere di questo straordinario sviluppo fu Pisa, seguita da Lucca, Firenze, Prato e Siena. La fioritura dei commerci portò, in alcune città della regione, alla nascita delle banche (Firenze e Siena in primis) e favorì un grande sviluppo economico. Il vivace espansionismo di Firenze ebbe successo con l’ascensione al potere della famiglia Medici, dato che le maggiori famiglie fiorentine, si erano arricchiti con le banche e avevano perciò ottenuto, a partire da Cosimo il Vecchio, un primato politico nelle istituzioni repubblicane che si consolidò definitivamente con Lorenzo di Medici detto Il Magnifico.

Il suo discendente Cosimo I° Medici ottenne il titolo, prima di Duca di Toscana, poi, nel 1569, quello di Granduca di Toscana. promosse un graduale processo di unificazione politica, quando la città, dal XIV° secolo in poi, iniziò a fagocitare, in successione ininterrotta, spesso con azioni militari, i territori toscani circostanti e città importanti come Arezzo, Pisa e Siena. In questo momento praticamente tutta la regione Toscana riconosceva la supremazia di Firenze. Lucca rimaneva una repubblica autonoma, Piombino un principato a sé stante, l’area di Orbetello e del Monte Argentario un effimero Stato dei Presidi.

Firenze, la cula del RinascimentoMichelangelo

Firenze, nel secolo XV° divenne un importante centro finanziario che diede origine alle dinastie di banchieri che prestavano soldi ai grandi sovrani europei per finanziare le loro guerre oppure spedizioni marittime. Come curiosità, la famiglia Guicciardini di Firenze fu ex-proprietaria della Mayflower, la famosa nave noleggiata dai Pilgrims per il viaggio in America nel 1620.

Istigati dalla volontà del Granduca di manifestare la propria potenza e la propria supremazia politica: a Firenze l’antico centro della città repubblicana fu stravolto dalla ristrutturazione di Palazzo Vecchio e dalla costruzione degli Uffizi; a Pisa nasceva piazza dei Cavalieri, a Livorno una nuova città portuale dotata di potenti fortificazioni, pallazi questo con un nuovo concetto architettonico e artistico.

Già alla fine del XIII° secolo la pittura, legata alla tradizione bizantina, sembrava ancora arretrata e con un divario incolmabile rispetto alle altre forme d’arte. Progressivamente i maestri pisani e lucchesi si allontanarono dai modelli orientali, ma fu con Cimabue e, soprattutto, con Giotto che la pittura fece passi da gigante, riscoprendo elementi ormai dimenticati da secoli come lo spazio, il realismo, la narrazione, la creatività. Poi i grandi artisti del quattrocento, in particolare gli artisti fiorentini, diedero un contributo fondamentale al Rinascimento artistico e culturale italiano. Brunelleschi nell’architettura, Donatello e Botticelli nella pittura, Michelangelo nella scultura, il genio di Leonardo da Vinci, Dante e Petrarca nella letteratura hanno tutti vissuti a Firenze, ciò contribuì per la città esser considerata la culla del Rinascimento.

Il Rinascimento derivato dell’umanesimo determinò una rivoluzione sul piano creativo, architettonico, scultoreo e pittorico con la rivalutazione della figura centrale dell’uomo in quanto esser pensante. La ricerca di una sintesi geometrica rivolta verso canoni estetici più classici, in risposta al gotico, fin qui dominante, portò ad una nuova dimensione che poneva l’individuo al centro di una progettazione delle arti articolata e globale, provocando una rivoluzione sull’intero scenario europeo.

In questa epoca, Lucca edificò uno dei più belli e meglio conservati sistemi di fortificazione dell’epoca, proprio nel costante timore di un attacco degli invadenti fiorentini. Le mura di Lucca risultano ancora oggi una delle cerchie difensive meglio conservate al mondo.

Il potere si manifestava anche attraverso altre opere, come l’espansione delle ville medicee, completata dall’architetto Bernardo Buontalenti. La famiglia Medici continuò a governare ininterrottamente la Toscana fino al 1737. Alla morte di Gian Gastone, ultimo dei Medici, il granducato di Toscana passò alla famiglia dei Lorena, in particolare a Francesco Stefano di Lorena, già marito di Maria Teresa d’Asburgo, imperatrice d’Austria. La più importante innovazione voluta dai nuovi governanti fu l’abolizione della pena di morte.

I Lorena e il Granducato di Toscana

Palazzo Pitti - FI - veduta esterna

L’unica interruzione alla sovranità lorense fu la parentesi napoleonica che durò fino al 1814. Napoleone portó in Italia, e quindi anche in Toscana, l´idea moderna di “nazione”. Come conseguenza della rivoluzione francese e delle idee libertarie diffusesi rapidamente in tutta l’Europa, anche nella regione si assiste alla nascita di un pensiero nazionale, che rifletteva l’idea di una “nazione italiana”. Questa aveva nella Toscana il suo punto di riferimento e i “grandi toscani” divennero “grandi italiani”: Dante, Petrarca, Boccaccio, ma anche Niccolò Machiavelli e Galileo Galilei, vennero “arruolati” come simboli di una “Italia”, insieme a tutti i suoi valori di libertà comunale, creatività e indipendenza.

Fu così che la Toscana divenne uno dei centri più importanti del movimento indipendentista e risorgimentale italiano. L’ultimo Granduca della Toscana fu Leopoldo II°, che governò fino al 1861. Un breve periodo di governo autonomo preparò l’ormai inevitabile ingresso del territorio toscano nel nascente stato unitario, il Regno d’Italia. In quest’epoca fu celebrato un plebiscito, che confermò l’unione della Toscana alla monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II° di Savoia.

La storia della Toscana si identifica, da questo momento in poi, con quella dello Stato italiano, di cui fa parte, pur conservando una sua specificità che la distingue da tutte le altre regioni. Con il Regno d’Italia, l’ex granducato di Toscana fu suddiviso in “compartimenti”. Dal 1865 al 1870 Firenze diventa la capitale del nuovo Stato. Nel 1923 vengono create sette province: Arezzo, Firenze, Grosseto, Lucca, Massa, Pisa, Siena. Più tardi si aggiungeranno Pistoia e Livorno. Infine, recentemente, Prato.

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